L’imprenditore e attivista Nicola Paparusso
Qualche giorno fa ho avuto modo di vedere in anteprima alcune sequenze di un’opera che affronta una delle questioni più urgenti della nostra epoca. Con l’obiettivo di utilizzare il cinema come strumento di dialogo culturale e trasformazione sociale, l’imprenditore e attivista Nicola Paparusso, con l’omonima Paparusso Communication, ha scelto Milano per presentare in anteprima nazionale “Whispers of the Earth”. Questo nuovo film-manifesto, co-prodotto tra Italia e Stati Uniti, sceglie una via decisamente più intima e d’impatto per parlare dei cambiamenti climatici, dando voce alle profezie ancestrali e ai segreti millenari dei Nativi Americani.
Il fulcro del film-documentario tocca un nervo scoperto della nostra modernità. Mentre l’Occidente si affida a soluzioni tecnologiche sempre più sofisticate per arginare l’emergenza climatica, le comunità native ci ricordano una verità tanto semplice quanto profonda: è impossibile curare un legame che abbiamo spezzato. La vera svolta, suggerisce la pellicola, non risiede nell’ennesima invenzione scientifica, ma in una metamorfosi radicale del nostro modo di abitare e percepire la Terra. Si tratta di un invito a riflettere sul domani, riscoprendo ciò che abbiamo smarrito lungo la strada e custodendo ciò che è ancora possibile salvare.
Dietro la macchina da presa troviamo Georgina Lightning (White Bear Woman), regista e produttrice americana pluripremiata per “Older Than America” (che vedeva nel cast i vincitori dell’Oscar Bradley Cooper e Wes Studi) e ispirato all’esperienza di suo padre nelle scuole residenziali forzate. La regista ha chiamato sul set Wes Studi – celebre attore e produttore cinematografico nativo americano di etnia Cherokee, entrato nella storia del cinema per essere stato il primo attore nativo americano a ricevere un Premio Oscar alla carriera nel 2019 – e Moses Brings Plenty, nato nella Riserva Indiana di Pine Ridge (Sud Dakota), tra gli attori più influenti a Hollywood per quanto riguarda la corretta rappresentazione dei popoli indigeni e amatissimo dal grande pubblico internazionale per la serie televisiva cult Yellowstone. Insieme a loro vi è anche Capo Arvol Looking Horse, nato nella Riserva Indiana di Cheyenne River (Sud Dakota), una delle figure spirituali più autorevoli del Nord America nonché leader spirituale della Grande Nazione Sioux (popoli Lakota, Dakota e Nakota).
Milano è stata per Whispers of the Earth la primissima tappa di un calendario di proiezioni di forte richiamo: il 21 settembre, infatti, è prevista la presentazione mondiale a Parigi presso la sede UNESCO in occasione della Giornata Internazionale della Pace. Il film tornerà in Italia il 26 settembre a Lecce, a cui seguiranno gli appuntamenti di Roma e Torino (in fase di definizione), per volare poi a Los Angeles per la celebrazione finale a Hollywood durante la Notte degli Oscar il 14 marzo 2027.
Il film conta sul sostegno di diversi soggetti e collaborazioni, a partire da Sibylle Szaggars Redford, attivista e fondatrice dell’organizzazione no profit The Way of the Rain, che collabora da tempo ai progetti di Paparusso attraverso i quali porta avanti l’impegno sociale del defunto attore e marito Robert Redford, storicamente vicinissimo alla causa dei Nativi Americani.
Partecipano inoltre l’associazione AFG, fondata da Paparusso e presieduta dall’attivista e modella Marietou Dione, e il fashion brand MFGA – guidato dai fratelli Federico e Fabio Ceresa – che firma i costumi di scena degli attori Wes Studi, Moses Brings Plenty e Capo Arvol Looking Horse.
Un progetto ambizioso che, come afferma Nicola Paparusso, vuole “affrontare la crisi climatica attraverso una prospettiva raramente raccontata, ovvero quella dei popoli indigeni del Nord America. Si parla infatti di un pianeta ferito dall’eccesso, dalla disconnessione dalla natura e da un modello di sviluppo che ha trasformato la Terra da alleata a risorsa da consumare”, e attraverso il quale si punta a “portare l’heritage italiano nel mondo, esportando prima di tutto i valori umanistici e di uguaglianza che hanno sempre reso grande la nostra cultura, in un intreccio di diritti umani, impatto sociale e nuove forme di narrazione globale, con l’obiettivo di scardinare pregiudizi, combattere discriminazioni e dare voce alle minoranze in ogni parte del mondo”.