Sebbene sia impossibile partecipare a tutti i festival cinematografici del mondo, seguire i loro cartelloni è un ottimo modo per rimanere al passo con le novità. Contrariamente a quanto si possa pensare, la Mostra di Venezia non rappresenta il capolinea della stagione dei grandi festival, bensì il trampolino di lancio per una serie di imperdibili appuntamenti autunnali, tra cui spiccano Toronto, San Sebastián e New York. Uno sguardo ai protagonisti di queste rassegne è d’obbligo: è qui che si delineano i titoli destinati a popolare le nostre sale nei prossimi mesi.

Al Toronto International Film Festival (10-20 settembre), il riconoscimento più ambito viene decretato direttamente dagli spettatori: parliamo del People’s Choice Award. In questa cinquantunesima edizione, il trofeo è andato a La Bola Negra, firmato da Javier Calvo e Javier Ambossi (già insigniti del Prix de la mise en scène all’ultimo appuntamento di Cannes). L’uscita nei cinema italiani è fissata per il prossimo gennaio, ma la pellicola si potrà intercettare il 23 e 24 ottobre all’interno della programmazione del Roma Cinema Fest. Nella medesima categoria sono stati premiati anche I Play Rocky di Peter Farrelly (uno dei celebri fratelli) e Being Heumann di Siân Heder. L’arrivo in Italia del biopic dedicato a Mr. Stallone è programmato per il 31 dicembre, ma anche in questo caso è prevista un’anteprima romana il 19 e 20 ottobre al Roma Cinema Fest. Per quanto riguarda invece l’International People’s Choice Award, il gradino più alto del podio è stato conquistato da Elsinore di Simone Stone, a Roma tra il 14 e il 16 ottobre, in attesa della distribuzione nazionale del 24 dicembre, mentre il secondo posto è andato a Possibile Love di Lee Chang-dong (già premiato con il Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria a Venezia e in arrivo direttamente su Netflix dal 6 novembre). La terna si completa con il riconoscimento attribuito a The Assassin(s) di Hur Jin-ho.

Tornando in Europa, la settantaquattresima edizione del San Sebastian International Film Festival (18-26 settembre) assegna il massimo riconoscimento al film del regista inglese Mike Leigh, autore da sempre attento alle condizioni delle classi popolari e alle tematiche sociali, Tender Loving Care (opera che si aggiudica anche il Premio della Giuria per la miglior sceneggiatura). La medesima pellicola regala la Concha d’Argento per la migliore interpretazione principale all’attrice Kate O’Flynn, ex aequo con l’interprete svedese Asta Kamma August, protagonista di Markens grøde / Growth of the Soil. Spostandoci sugli altri premi, Bian jing/Border di Ah Biao conquista il Premio Speciale della Giuria, mentre Amanda Kernell si porta a casa la Concha d’Argento per la miglior regia con Garrat du váimmu/Brace your heart. La Bola Negra non passa inosservata neanche in terra basca, riuscendo a conquistare anche qui un riconoscimento: il premio del pubblico City of Donostia.

Il New York Film Fest (25 settembre – 12 ottobre) è ancora in pieno svolgimento; dunque, non è ancora possibile decretare il trionfatore di questa sessantaquattresima edizione. È tuttavia già possibile accendere i riflettori sul titolo inaugurale, sul centerpiece, su quello di chiusura e su alcune anticipazioni che il critico Richard Brody de The New Yorker ha condiviso nel suo articolo di bilancio provvisorio. L’apertura è stata affidata al lavoro di James Gray, Paper Tiger, interpretato da Adam Driver, Scarlett Johansson e Miles Teller, che vedremo nel nostro Paese a partire dal 28 gennaio 2027. A metà percorso è arrivato il momento della prima di Behemoth!, la fatica più recente di Tony Gilroy (lo sceneggiatore dietro la tetralogia di The Bourne Identity e seguiti), che schiera un cast composto da Pedro Pascal, Olivia Wilde, Eva Victor e Will Arnett e la cui uscita italiana è fissata al 3 dicembre. A calare il sipario sull’appuntamento statunitense sarà il nuovo documentario di Ava DuVernay, intitolato 14th: un’opera in cui la cineasta americana prosegue la sua analisi di specifici articoli della costituzione a stelle e strisce (già valsa alla regista una candidatura agli Oscar nel 2016 per XIII emendamento). Venendo ai consigli di Brody, il critico richiama l’attenzione su Red Rocks, del francese Bruno Dumont, affiancato da The Dreamed Adventure della tedesca Valeska Grisebach, da Nowhere to Lay My Eyes e The Day She Returns del sudcoreano Hong Sang-soo, e infine da The Man I Love di Ira Sachs. Un cenno a parte merita il titolo dell’ormai celebre Artificial di Luca Guadagnino: dopo il passo indietro di Amazon/GMG, la pellicola ha trovato in Neon un nuovo distributore, mentre sul territorio italiano la distribuzione è stata affidata a Wonder Pictures.