Se luglio replicherà le temperature di giugno, rifugiarsi in un cinema al fresco di un climatizzatore potrebbe essere una furba soluzione per sfuggire all’ondata di caldo. Ma ci sono ragioni ben più valide per andare (sempre) al cinema.

E questo mese la ragione principale ha un nome e un cognome: Christopher Nolan. Dopo mesi di riprese e montaggio, arriva nelle sale la sua colossale Odissea (dal 16 luglio). Il regista britannico ci ha da tempo abituati a produzioni imponenti e anche questo suo nuovo lavoro non è da meno, a partire da un cast stellare: Matt Damon (Odisseo); Tom Holland (Telemaco); Anne Hathaway (Penelope); Robert Pattinson (Antinoo); Zendaya (Atena); Charlize Theron (Calipso); Jon Bernthal (Menelao); Elliot Page (Elpenore); Benny Safdie(Agamennone, sì, il regista di The Smashing Machine, fratello di Josh); Lupita Nyong’o (Elena); Samantha Morton (Circe); Tom Hardy (Adone).

I produttori sono lo stesso Nolan e la moglie Emma Thomas con la loro Syncopy Inc. Il cineasta inglese resta un po’ “in famiglia” anche per il comparto tecnico. Per la fotografia, infatti, richiama Hoyte van Hoytema, con cui ha già collaborato per Interstellar, Dunkirk, Tenet e Oppenheimer. Ritrova anche Andrew Jackson, l’effettista con cui ha portato a casa un premio Oscar per i Migliori Effetti Speciali per Tenet (e già coinvolto nell’ultimo progetto biografico sul padre della bomba atomica), mentre per le musiche si affida nuovamente a Ludwig Emil Tomas Göransson, già compositore delle colonne sonore di Tenet e Oppenheimer.

Quando si parla di Christopher Nolan, non ci si può esimere dal toccare gli aspetti tecnici e di produzione: in tal senso, Odissea mette in gioco tutte le sue capacità e le sue ossessioni tecniche, vantando già un primato. Si tratta del primo film interamente girato con apparecchiature IMAX a pellicola 70mm. Il regista ha potuto lavorare con questo supporto grazie ai nuovi dispositivi silenziosi e maneggevoli (noti storicamente per la loro rumorosità, specie in ambienti chiusi). E per questo motivo circolano in rete post ironici di Nolan con una IMAX piena di popcorn

Dopo l’uscita del trailer, si sono già scatenate le prime critiche, in particolare sul cast giudicato troppo hollywoodiano, con un esagerato accento americano (mentre si sarebbe preferita una cadenza più britannica) e con una Elena interpretata da un’attrice di colore (Lupita Nyong’o). Le polemiche non hanno risparmiato neanche le armature, ritenute troppo simili al costume di Batman, e la presenza del rapper Travis nel ruolo di narratore. Il regista ha già risposto a questi appunti in un’intervista a 60 Minutes di CBS, spiegando come nelle sue opere il suo obiettivo sia sempre quello di offrire al pubblico “l’insieme più esaustivo di immagini ed eventi per una determinata storia”. E Odissea non sfugge a questi suoi propositi. Tutto il resto è rumore di fondo.

Nell’ottica di vederlo per sfuggire alla calura incombente, il film garantisce 172 minuti di freschezza al cinema.

Un film come Odissea tende a oscurare su qualsiasi altra uscita. Tuttavia, il mese di luglio riserva anche altre visioni. Nel tanto contestato ultimo film festival di Berlino, è stato presentato in anteprima l’altrettanto contestato Rosebush Pruning del regista e sceneggiatore brasiliano di origini algerine, Karim Aïnouz (dall’8 luglio). Un film che dice di essere liberamente ispirato ad una pietra miliare del cinema nostrano come I Pugni In Tasca, non può passare indenne dalle forche caudine degli estimatori dell’opera del maestro Bellocchio. Tuttavia, il cineasta de La vita invisibile di Euridice Gusmao pare prendere solo “in prestito” il tratto fortemente disfunzionale e manipolatorio della famiglia di Alessandro, Giulia e Augusto. Anche Aïnouz può contare su un cast di grande richiamo a partire da quel Callum Turner neosposo di Dua Lipa in terra siciliana, in compagnia di Elle Fanning, Riley Keough (in Jay Kelly di Noah Baumbach), Jamie Bell (l’indimenticabile Billy Elliot) e Pamela Anderson, ormai perfettamente a suo agio nei ruoli di madre agée. Dalla Francia arriva, invece, (dal 23 luglio) la divertente commedia Terapia di famiglia di Arnaud Lemort con Christian Clavier, Baptiste Lecaplain e Claire Chust.

Sceglie il Gran Sasso, il massiccio montuoso del suo Abruzzo, il regista Stefano Chiantini per il suo nuovo lavoro Separazioni (presentato al Torino Film Festival 2025). E gioca con il bianco e nero per simulare l’alternanza dei sentimenti di speranza e disperazione che attraversano la coppia di genitori interpretati da Barbora Bobulova e Adriano Giannini alle prese con un gravoso dramma familiare (dal 2 luglio). Anche il regista, sceneggiatore e direttore della fotografia, Dario Germani, si presenta nelle sale con il suo ultimo lavoro, Il Mondo Oltre, con Francesca Inaudi, Demetra Bellina e Guglielmo Amori (dal 9 luglio).

Tra gli esordi, da segnalare il cileno Juan Pablo Sallato che, con il suo thriller storico l’Hangar Rosso, ci riporta nelle tetre atmosfere dei giorni precedenti il colpo di stato che avrebbe aperto le porte al regime di Pinochet (dall’8 luglio). Mentre è già in sala (dal 2 luglio) Love Letters, opera prima (e autobiografica) della sceneggiatrice Alice Dourd che porta in scena la storia di una coppia di donne determinate ad avere un figlio nella Francia del 2014. Il film è stato selezionato per la Semaine de la Critique di Cannes 2025.

Prima di partire per le ferie d’agosto, torna sul grande schermo uno dei super-eroi più amati: Spider-Man: Brand New Day (29 luglio). Trentottesimo film della Marvel Cinematic Universe e sequel di Spider-Man: No way home (2021). Tom Holland è al suo quarto Spider-Man ma il primo con il regista Destin Daniel Cretton, anche lui alla sua prima prova con il celebre uomo-ragno. L’intramontabile Peter Parker, quando non cerca di salvare il mondo e sé stesso, conduce una vita da classico studente universitario a cui capita di ritrovare l’amica speciale Michelle MJ Jones-Watson (interpretata da Zendaya) e il geniale professor Bruce Banner (Mark Ruffalo).

Per l’animazione, arriva una nuova avventura degli esserini gialli: Minions & Monsters (1° luglio). Pochi giorni dopo (13 luglio), chi ha amato Lupin, correrà sicuramente in sala per Lupin III – Il Castello di Cagliostro. Mentre per l’horror vale sicuramente la pena segnalare il ritorno in sala (il 13 luglio) per il suo 50° compleanno, de La Casa dalle Finestre che Ridono di Pupi Avati, uscito nel 1976. Per lo stesso genere l’8 luglio esce in sala un nuovo “episodio” del franchise La Casa. Il sesto film si chiama La casa – Il rogo del male di Sébastien Vanicek.

Come sempre, poi, in ordine sparso: Agent of happiness – Il Bhutan e la felicità (16 luglio); Blue, Deep Water e A new dawn (23 luglio).